Spazio Biancoblu'
Rassegna stampa del 20/05
DA “LA CITTA’”:
CAVA DE’ TIRRENI - Primo addio “ufficiale” in casa Cavese. Nella conferenza stampa di ieri pomeriggio il ds Nicola Dionisio ha annunciato la fine della sua avventura con gli aquilotti. A breve potrebbero seguirlo altri. A cominciare dall’allenatore Camplone e finire con diversi calciatori già con la valigia pronta. Tra questi i primi, per motivi contrattuali, dovrebbero essere Marruocco, Anaclerio, Ischia e forse Frezza. Ma a questi potrebbero aggiungersene molti altri, viste le possibili novità che arriveranno in ambito societario. Continuano serrati, infatti, gli incontri tra l’attuale dirigenza e l’imprenditore Giovanni Lombardi.
Tornando alla conferenza stampa di ieri, il ds Dionisio, dopo 5 intensi anni con la Cavese, ha deciso di chiudere la sua avventura in biancoblù.
«Con grande onestà ho fatto questa scelta, perché non ritengo più di avere le forze per proseguire questa avventura. Anche perché in 5 anni sono ripartito da tante “mazzate”, pur avendo fatto campionati importanti è sempre stata dura ripartire. E mi riferisco, ad esempio, ai play off persi a Gela, all’anno successivo, dove vincemmo il campionato ma subito dopo ci fu la disgrazia di Catello, ai play off col Foggia e, per ultimo, all’attuale campionato. Questa mia decisone è maturata dopo la sconfitta di Benevento, quando ho maturato la convinzione che solo un miracolo poteva farci riappropriare dei play off. Ho aspettato per delicatezza la fine del campionato per annunciare questa mia decisione per rispetto ai calciatori, alcuni dei quali sono qui con me da 5 anni, ed alla societá, a cui sono molto legato e che non finirò mai di ringraziare per i tanti sforzi fatti e l’impegno profuso».
Dionisio, che resterà in carica fino al 30 giugno come da contratto, ha voluto precisare che la sua è stata una scelta personale e non dettata da altri.
«Non è un problema di programma o dei nuovi soci che vogliono entrare. E’ una decisione mia, perché ho capito che non avevo più gli stimoli per continuare. E non vado via, come si fa in questi casi, perché ho una società dietro, non avendo ricevuto nessuna richiesta. Qualche rammarico? Ovviamente ci sono, così come ci sono state grandissime gioie e soddisfazioni. Finora non l’avevo mai detto, ma è giusto dirlo ora. Personalmente sognavo di portare in 5 anni la Cavese dalla C2 alla B. Non ci sono riuscito e questo è il mio rammarico più grande».
Subito partito il toto-direttore sportivo. Dall’ex D’Eboli a Pavone, per finire con Fortunato. Tanti i nomi sparati nel mucchio, anche se tutto dipenderà dal futuro assetto societario e dall’ingresso dei nuovi soci.
Lacrimini perdona
Lacrimini è pronto a restare. Ha ancora due anni di contratto con la Cavese ed ieri ha voluto definitivamente archiviare il brutto episodio che lo ha visto protagonista domenica.
«Volevo dire che il rammarico principale è che abbiamo fatto una grandissima stagione, ma non siamo arrivati all’obiettivo, che non era previsto in partenza, ma che era lì davanti a noi. Non ci siamo riusciti e questo è quello che mi rammarica di più, ma ci abbiamo messo tutti quanti l’anima. Quanto accaduto domenica è già archiviato. Ci ho messo una pietra sopra. Mi è dispiaciuto non come calciatore, ma come uomo. E’ un episodio, comunque, che nasce e muore lì. Non porto rancore per nessuno ed anzi ringrazio tutte le persone di Cava, perché si sono comportate benissimo con me. Poi, se continuerà questa avventura, sarò ben felice di farlo».
Andrea De Caro
DA “IL MATTINO”:
CAVA DE’ TIRRENI - Nicola Dionisio se ne va. Una decisione già nell’aria da qualche giorno nell'aria e ufficializzata ieri. Ha comunicato il suo addio a giornalisti e tifosi negli spogliatoi della Cavese.
«Lascio dopo cinque anni che non dimenticherò mai - esordisce - Cava mi ha regalato tantissimo e io ho provato a restituire con gli interessi quello che ho ricevuto. Ma come tutte le cose belle della vita, ora il rapporto si conclude».
Nicola Dionisio rilegge il film dei suoi cinque anni cavesi: «Arrivai al seguito di Cutillo. Insieme a Campilongo abbiamo realizzato un piccolo sogno conquistando la serie C1 e abbiamo fallito per un soffio la finale dei play-off due anni fa. Quest'anno è andata come è andata. Insomma le ho provate tutte per raggiungere un obiettivo che mi ero prefisso, cioè la serie B. Non ci sono riuscito, ed è giusto ora cambiare aria. Anche perché non riesco ad avere gli stimoli giusti per ripartire con una nuova sfida. E' un momento di crisi economica anche per il calcio e i budget saranno sempre minori. Dopo anni di sacrifici questa società è sana e non avrà problemi ad iscriversi. Ma per costruire una squadra competitiva ci vogliono ora molti soldi. E di questi tempi ciò è un'utopia».
Le strade della Cavese e di Dionisio si dividono alla vigilia dell’arrivo di un nuovo socio, Lombardi. C’è un nesso?
«Ho sentito di questi nuovi arrivi in società e questo mi fa piacere ma la mia decisione l'avevo presa già qualche settimana fa. E credetemi, senza alcuna società alle spalle. È un salto nel buio quello che faccio».
Ma appena ricaricherà le batterie il direttore sportivo Dionisio potrebbe finire in una piazza come quelle di Frosinone, Grosseto o persino nella sua città natale, Avellino.
«Non c'è nessuna squadra al momento. Quello che mi convincerà tra qualche tempo sarà un progetto serio e a medio-lungo termine che mi regali emozioni. Come quelle che mi hanno saputo regalare in questi cinque anni Antonio Della Monica e i suoi soci. A loro dirò sempre grazie per quello che mi hanno permesso di fare».
Alla fine spazio anche a Luca Lacrimini. Il difensore domenica scorsa è stato vittima di un'aggressione da parte di alcuni tifosi nello spogliatoio al termine della gara con il Pescara.
«Non voglio tornare più su quello che è successo. Lo considero come un brutto sogno. Non porto rancore per nessuno e se la società vuole resterò a onorare il mio contratto triennale perché mi reputo un professionista e un uomo. Cava mi piace e ci resterei volentieri».
Intanto la Cavese è finita ancora una volta nel mirino del giudice sportivo. Squalificato per 4 giornate il portiere Marruocco «per aver volontariamente colpito con una violenta gomitata al volto un avversario a gioco fermo; prima di abbandonare il campo, dopo l'espulsione, tentava nuovamente di aggredire l'avversario che si trovava a terra». L’episodio si è verificato negli ultimi minuti della partita persa contro il Pescara domenica allo stadio Lamberti quando il portiere della Cavese si è scagliato contro l’attaccante Simon. Per un turno squalificato anche il difensore Pierotti. Inflitta un’ammenda alla società di tremila euro.
Antonio Di Martino